
Arriva un momento nella nostra vita in cui ci sentiamo adulti. Ci rendiamo conto di aver vissuto molte esperienze, di avere delle cose da dire e da raccontare agli altri.
Sentiamo di avere accumulato un bagaglio di vita che vorremmo condividere per arricchire ed arricchirci, per dare e darci significato.
Prenderci spazio e tempo per pensare a noi, scrivere di noi e della nostra vita è molto rivitalizzante.
E’ un’occasione da non perdere per prenderci cura di noi, darci attenzione, e guardare a noi stessi e alla vita vissuta con nuovi occhi, imparare, e ripartire.
Rimembrare significa rimettere assieme, ricomporre scene di vita passate e dare una nuova forma, una forma che rispecchia ciò che siamo nel momento presente, con tutte le esperienze che nel frattempo abbiamo fatto.
Da questa nuova prospettiva, attraverso l’autobiografia, possiamo guardare agli avvenimenti passati per rivivere e far rivivere delle parti di noi che ci sono piaciute e per rappacificarci con quello che ci è piaciuto di meno per creare una storia speciale, la nostra storia.

A volte capita di risvegliare antichi desideri e passioni, riaccendere la voglia di scoprire cose nuove o di tornare a seguire vecchie strade e sentieri che avevamo abbandonato in uno dei bivi della vita.
L’atteggiamento da tenere mentre scriviamo la nostra autobiografia è quello del ricercatore di tesori, quello del guaritore saggio che raccoglie, accetta e trasforma per rappacificare, quello del giornalista che desidera scrivere un pezzo interessante.
Scrivendo o raccontando di noi, ci riscopriamo, cominciamo ad osservarci e ad apprezzare le nostre caratteristiche peculiari, a ricomporre un quadro che non sempre ci è chiaro.
Scrivere del passato porta ad aprirsi al futuro con maggiore energia, chiarezza e forza, ci aiuta a riordinare stabilire delle priorità per il proseguimento di una vita da vivere pienamente fino in fondo con la consapevolezza che non si finisce mai di imparare.












