Ovvero l’arte giapponese di accettare la transitorietà e l’incompiutezza dell’esistenza, senza ansie né paure. Questa parola è molto speciale, che tratta di sensazioni, quindi è difficile da tradurre. E’ composta da due concetti, che cercheremo di riassumere. Wabi indica i sentimenti di dolci, la tristezza, la fragilità, la solitudine, l’imperfezione, la mancanza, lo sgomento, il vuoto,
Serenità
Vivere con meno cose e in modo più semplice, può cambiarci la vita e renderci felici. Una celebre frase attribuita al grande Totò, recitava: “Se i soldi non fanno la felicità, figuriamoci la miseria!” Enunciata intorno alla metà degli anni 50 del secolo scorso, la battuta, tanto sarcastica quanto efficace, ben fotografava
Nel bosco, per riscoprire la ricchezza dei suoi doni e la gioia di essere connessi con noi stessi e con la natura. Forse quest’anno, complici i tanti allarmi che si sono susseguiti in questi mesi, dalla pandemia, alla guerra in Europa, all’estate più calda di sempre (che magari sarà la











