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20 Maggio 2024

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Piccola impresa e resilienza

Un cambiamento di prospettiva per costruire un domani alla propria azienda.

La resilienza individuale e delle aziende, è sempre di più riconosciuta (aziendalmente e socialmente), come un’ attitudine del singolo, di una comunità o di un’organizzazione nel sapere reagire positivamente e costruttivamente a situazioni più o meno eccezionali di “crisi” e in generale di “ negatività”. In contesti sempre più volatili ed incostanti, la capacità di reazione di individui ed organizzazioni costituisce un vantaggio competitivo certo per le aziende.

Cosa vuol dire resilienza

Il termine resilienza assume un significato diverso a seconda della disciplina nell’ambito del quale il termine viene citato. In ingegneria, ma anche in fisica, ad esempio, per resilienza s’intende l’indice che misura la resistenza di un materiale alla deformazione. Il valore di resilienza in questi casi viene determinato attraverso una prova d’urto.

In biologia e in ecologia la resilienza esprime anche una caratteristica tipica dei sistemi naturali; ed è la capacità di un certo sistema, di una certa specie, di una certa organizzazione di adattarsi ai cambiamenti, anche traumatici, che provengono dall’esterno.

In psicologia, per resilienza s’intende la capacità dell’essere umano di superare le avversità della vita.

Resilienza nelle piccole imprese

Ma perché questo termine ha assunto e sempre più assumerà nel prossimo futuro, una importanza fondamentale nella vita delle aziende ? Ciò accade perché oggi ci troviamo ad operare in un panorama economico e di mercato completamente diverso, non solo da quello di qualche anno fa, ma anche completamente cambiato rispetto a soli pochi mesi fa.

E questa trasformazione, si farà sempre più rapida ed incisiva.

Ecco che allora, c’è una grande necessità di fatti, di tradurre in comportamenti concreti ciò che questo termine definisce. Il contesto sociale nel quale viviamo come uomini ed operiamo come imprenditori, non è affatto “resiliente”.

La dipendenza dai sistemi

Viviamo tutti un costante stato di dipendenza da sistemi, processi ed organizzazioni, dei quali non sappiamo nulla e sui quali non possiamo esercitare alcun controllo. Nelle nostre città, così come nelle nostre aziende, consumiamo energia, gas, prodotti di tutti i tipi, oltre che cibo, che percorrono migliaia di chilometri per raggiungerci, con catene di produzione e distribuzione estremamente lunghe, complesse e delicate. Il tutto è stato reso possibile, negli ultimi 70 anni, dall’abbondanza di petrolio a basso prezzo che ha reso semplice avere energia ovunque per produrre e spostare enormi quantità di merci da una parte all’altra del pianeta. È facile scorgere l’estrema fragilità di questo sistema. E’ bastato l’aumento del costo dell’energia, unito alla sua più scarsa disponibilità, per fare crollare questo modello di sviluppo e travolgere tutto e tutti. Questa non è resilienza.

Piccola impresa e resilienza

Diamo valore a ciò che abbiamo

L’approccio risolutivo per un’azienda, così come per una comunità o per qualsiasi tipo di organizzazione, sta nel valorizzare le risorse disponibili per attivare strategie e comportamenti proattivi, in tutte le persone che compongono l’organizzazione.

Adattarci al cambiamento

La velocità dei cambiamenti nella vita di tutti i giorni, ai quali ci dobbiamo piegare quotidianamente, ci ha portato ad enfatizzare un’altra caratteristica della psiche umana, costituita dalla flessibilità, ovvero la capacità di adattarsi ai cambiamenti, alle sollecitazioni esterne, alle pressioni che l’ambiente in evoluzione continua esercita su di noi.

Accettare come inevitabili le nuove tendenze ed adattare i propri schemi mentali alle novità che il mondo esterno ci propone, quindi adottare comportamenti coerenti con le mutate condizioni esterne, costituisce quella virtù identificata come flessibilità.

Se la flessibilità è una virtù che negli ultimi anni, almeno a livello aziendale, è stata a mio parere fin troppo enfatizzata , il concetto di resilienza, in azienda mi sembra ancora poco conosciuto. Nell’accezione della quale sto scrivendo il concetto di resilienza in azienda, si potrebbe riassumere così: la capacità di un’azienda e soprattutto dell’imprenditore, di rimanere calmi ed efficienti, determinati e fiduciosi nella possibilità di riuscire a superare le avversità, di sconfiggere la crisi e di trovare soluzioni che diano un domani alla propria impresa.

Competere globale o agire locale?

Probabilmente abbiamo davanti un cambiamento epocale, che toccherà tutti gli aspetti della società, nella quale siamo nati e cresciuti, così come la conosciamo. Il contesto nel quale operiamo come imprenditori è, ormai da anni quello globale. Ma pensare ad un contesto globale per la nostra azienda, potrebbe essere troppo ambizioso, anti-economico o magari anche anti-storico.

Potrebbe essere per noi più utile e più remunerativo, progettare e sviluppare prodotti e pensare a nuovi sistemi di commercializzazione e di marketing, che soddisfino le esigenze di un mercato più locale. La dimensione locale non preclude però l’esistenza di altri livelli di relazione, nazionale, internazionale e globale.

Un azienda resiliente è quella che sa fare i conti con la propria debolezza e sa trasformare questo vincolo in opportunità, vincendo la paura del domani. Ogni buon imprenditore e capo di azienda, dovrebbe attentamente valutare questi aspetti.
Essere resilienti significa rimanere altamente produttivi, efficaci nelle azioni quotidiane ed efficienti nella gestione delle risorse aziendali e nella persecuzione degli obiettivi, anche nelle turbolenze della crisi. Significa fare tesoro delle esperienze passate, creare nuove relazioni, attuare nuovi comportamenti, stimolare e partecipare a nuove aggregazioni di imprese per entrare in nuovi mercati, per guardare avanti con energia e fiducia nei propri mezzi.

Nuovi modelli di sviluppo economico

Per concludere, torno al cambiamento , che è anche il punto di partenza.
Posto il fatto che possiamo decidere se affrontare o meno il cambiamento che la crisi del modello di sviluppo economico impone ed imporrà sempre più alle nostre imprese, dovremo comunque mettere in campo le nostre migliori energie ed avere la capacità , un po’ visionaria , di intuire come cambierà il mondo; ricordando che la buona volontà non basta, senza la consapevolezza, la concretezza e la competenza, né nella vita, né in azienda!

di Silvano Ventura – silvano.ventura@gmail.com

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