Questo romanzo ci regala una potente parabola di ecologia interiore attraverso la vita di Sofonisba Anguissola, pioniera della pittura rinascimentale.
Trovare se stessi nell’arte.
In un’epoca fortemente restrittiva per le donne, Sofonisba sceglie l’arte come via di autodeterminazione. La sua tenacia incarna una forma di eco-femminismo ante litteram: la capacità di fiorire malgrado un terreno sociale ostile, proprio come la natura più resiliente. L’attenzione ai dettagli e l’osservazione profonda della realtà e della materia circostante diventano per l’autrice e la sua protagonista uno strumento di salute mentale e armonia interiore.
Questo romanzo storico ci ricorda che nutrire la propria creatività e rimanere fedeli alla propria essenza è il primo, fondamentale passo verso un benessere autentico, consapevole e pienamente sostenibile.













