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Tra luce, silenzio e fratture sociali: perché la mostra di Gregory Crewdson “Eveningside” ci riguarda da vicino

Alone Street (2018 – 2019) © Gregory Crewdson

Ci sono mostre d’arte che non si limitano a essere ammirate, ma che sembrano risucchiare chi guarda in un’atmosfera sospesa, quasi magnetica. È quello che si prova visitando Gregory Crewdson. Eveningside, l’imponente retrospettiva ospitata ai Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia (fino al 17 gennaio 2027) e curata da Jean-Charles Vergne in collaborazione con le Gallerie d’Italia.

Un percorso che raccoglie una trilogia monumentale realizzata in un intero decennio dall’artista statunitense (Cathedral of the Pines, An Eclipse of Moths ed Eveningside), offrendoci uno specchio potente – e a tratti spiazzante – sul nostro tempo, sulla solitudine e sul modo in cui abitiamo i luoghi.

Ma cosa c’entra tutto questo con il benessere, la consapevolezza e la sostenibilità? A un primo sguardo, le immagini di Crewdson sembrano lontanissime dai temi ecologici tradizionali. Eppure, scavando sotto la superficie patinata di questi “quadri fotografici”, si scopre una profonda riflessione sulla salute collettiva, sulla fragilità delle comunità e sul peso che i modelli di sviluppo hanno lasciato sul paesaggio umano e naturale.

L’illusione del set: quando il paesaggio diventa specchio dell’anima

Il lavoro di Gregory Crewdson è celebre per la sua complessità cinematografica. Ogni singola fotografia non è uno “scatto rubato”, ma un set meticolosamente costruito, in cui luci, ombre, nebbia e fumo artificiale vengono orchestrati come in un film di Alfred Hitchcock o in un dipinto di Edward Hopper.

La trilogia in mostra traccia un percorso evolutivo che tocca corde molto vicine al nostro benessere interiore:

  1. L’intimità e la memoria (Cathedral of the Pines): ci porta nei boschi del Massachusetts, esplorando i legami familiari, i silenzi e il bisogno ancestrale di un rifugio sicuro.
  2. Il declino e la frammentazione (An Eclipse of Moths): sposta lo sguardo su scenari post-industriali vasti e desolati, dove le persone appaiono minuscole, quasi inghiottite da un senso di smarrimento collettivo.
  3. La comunità e la quotidianità (Eveningside): ci riporta in un ambiente urbano, fatto di negozi, luoghi di lavoro e spazi ordinari, catturando con una palette monocromatica e gotica la fatica del vivere quotidiano.

Sostenibilità sociale: il costo invisibile del progresso

Pariare di sostenibilità non significa solo occuparsi di transizione energetica o di emissioni di CO2. Esiste una sostenibilità sociale ed emotiva che riguarda la qualità della vita delle persone, la coesione delle comunità e il nostro rapporto con i luoghi di lavoro e di transito.

Le immagini di Crewdson ci parlano di un “sogno americano” incrinato, di aree industriali dismesse, di periferie abbandonate e di solitudine urbana. Guardare queste fotografie da una prospettiva di benessere significa interrogarsi sul modello di società in cui viviamo: un sistema frenetico che spesso isola l’individuo, sradicandolo dai legami comunitari e naturali.

La nebbia e la luce crepuscolare che pervadono Eveningside non sono solo espedienti estetici, ma la metafora visiva di una visibilità ridotta, di un futuro incerto in cui la collettività fatica a ritrovarsi. Di fronte a queste immagini, percepiamo un senso di vuoto che ci spinge a desiderare l’opposto: ambienti rigenerati, spazi urbani a misura d’uomo, relazioni autentiche e un nuovo equilibrio tra essere umano e natura.

A1 Auto Sales (2021-2022) © Gregory Crewdson

Rallentare per guardare in profondità

Un altro elemento che lega la mostra al nostro stile di vita consapevole è la dimensione del tempo. Nelle fotografie di Crewdson il tempo sembra cristallizzato, immobile. Eppure, osservando la trilogia nel suo insieme, percepiamo il mutamento: i bambini crescono, i luoghi si trasformano lentamente, le strutture sociali evolvono.

In un’epoca dominata dal consumo rapido di immagini e informazioni – dove tutto scorre veloce sui nostri schermi – fermarsi davanti alle opere monumentali di Crewdson è un vero e proprio esercizio di mindfulness visiva. Ci invita a prenderci il nostro tempo, a indugiare sui dettagli (un’auto, una finestra illuminata, un’espressione del volto), a praticare l’arte dell’osservazione profonda.

Un invito a riflettere (e a visitare la mostra)

Se ti trovi in Emilia-Romagna o hai in programma un viaggio, Gregory Crewdson. Eveningside è un’esperienza che merita assolutamente di essere vissuta. All’interno del percorso troverai anche il documentario Making Eveningside, che svela la complessa macchina produttiva dietro alle opere, ricordandoci quanto ogni immagine sia il frutto di un lavoro corale e artigianale.

È un viaggio nell’inquietudine e nella bellezza che, paradossalmente, ci restituisce una grande energia vitale: quella di voler curare le ferite dei nostri territori, riscoprire il valore della comunità e prenderci cura del nostro benessere interiore ed esteriore.

GREGORY CREWDSON. Eveningside

fino al 17 gennaio 2027

Reggio Emilia, Chiostri di San Pietro

ORARI

Giovedì › 10 – 13 | 15 – 19

Venerdì, sabato e domenica › 10 –  19         

aperture extra:

24 novembre › 10 –  19         

7 e 8 dicembre › 10 –  19       

dal 26 al 30 dicembre › 10 – 19

1 gennaio ›  15 – 19   

dal 2 al 6 gennaio › 10 –  19   

Biglietti acquistabili su palazzomagnani.it o presso la biglietteria dei Chiostri di San Pietro

Open 15€ | Intero 12€ | Ridotto 10€ | Ragazzi 5€ | Studenti 6€ | Biglietti Famiglia da 14 a 32€ 

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