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24 Giugno 2024

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Come fa un hamburger a costare 1 euro?

Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un abbassamento vertiginoso dei prezzi degli alimenti nei fast food. Alcune delle catene di fast food più famose hanno addirittura fissato il prezzo di alcuni cibi ad 1 euro, rendendo pranzare o cenare presso di loro davvero economico. Poter acquistare un hamburger ad 1 euro risulta essere più economico che non acquistare una testa di lattuga e un paio di pomodori al mercato sotto casa! Questo meccanismo fa sì che sempre più persone scelgano di mangiare nei fast food e, di conseguenza, che questi abbiano la possibilità di abbassare ulteriormente i prezzi “puntando sulla quantità”.

Come fa un hamburger a costare 1 euro?

Tuttavia, una domanda mi sorge spontanea: “Com’è possibile riuscire a vendere un hamburger ad 1 euro?”

Ebbene, ho deciso di informarmi a riguardo e ho scoperto che tutto parte dall’alimentazione del bestiame. La carne che troviamo negli economici hamburger dei fast food proviene da pochi (ma direi politicamente influenti) allevamenti intensivi di bestiame.

I bovini vengono nutriti con il mais, il quale viene prodotto in grandi quantità. Nonostante l’alimentazione a base di mais causi problemi di salute al bestiame, non essendo fisiologicamente adatto a questo tipo di alimento, esso continua ad essere utilizzato poiché molto economico e capace di far ingrassare più velocemente gli animali. Questo, però, non spiega come della carne bovina riesca ad essere venduta ad un prezzo così basso dopo essere stata lavorata e trasformata in un hamburger.

Ebbene, l’influenza che le multinazionali della carne hanno sulla politica americana ha fatto sì che quest’ultima promuovesse una sovrapproduzione di mais.

Proprio così, negli USA il mais viene sovraprodotto dai coltivatori, cioè prodotto in eccesso appositamente.

Questo meccanismo fa sì che venga svalutato sul mercato e venduto agli allevamenti intensivi ad un prezzo davvero bassissimo. Ecco che nutrire grandissime quantità di bestiame risulta essere davvero economico per gli allevatori, i quali, a questo punto, possono permettersi di allevare sempre più bestiame e di vendere a loro volta la carne ai fast food a prezzi contenuti.

Tutto questo spiega anche un’altra interessante scoperta: il mais (e i prodotti da lui derivati) è contenuto in tantissimi prodotti processati che troviamo al supermercato, anche quelli in cui non ci aspetteremmo assolutamente di trovarlo. Inoltre, ovviamente, si trova in tutti quanti gli alimenti che si possono trovare sul menu dei fast food, dai cibi veri e propri fino alle bevande. Insomma, da qualche parte bisognava pur metterlo, no?

A cura della Dott.ssa Martina Valente, Biologa

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