Un gruppo di medici con una lunga carriera ai vertici delle strutture cliniche e degli ospedali bolognesi ha deciso di mettere a disposizione tempo, competenze e cuore per offrire visite, consulenze e diagnosi gratuite a chi ha difficoltà di accesso alla sanità pubblica e privata

In un vecchio edificio Acer da tempo inutilizzato nascerà un ambulatorio d’avanguardia per offrire consulenza specialistica di primo livello a persone in difficoltà. Migranti privi di permesso di soggiorno, persone senza fissa dimora e famiglie vulnerabili: sarà una struttura al servizio di chi oggi, per ragioni economiche, culturali o psicologiche, non riesce ad accedere alle strutture del Servizio Sanitario Nazionale.
Il progetto è nato dall’impegno di Buoni Dottori, l’associazione di volontariato messa in piedi da un gruppo di medici con una lunga carriera ai vertici delle strutture cliniche e degli ospedali bolognesi che ha deciso di mettere a disposizione tempo, competenze e cuore per offrire visite, consulenze e diagnosi gratuite a chi ha difficoltà di accesso alla sanità pubblica e privata.

Di Buoni Dottori fanno parte alcuni dei nomi più noti della sanità regionale. Il presidente dell’associazione è Pietro Cortelli, professore ordinario di Neurologia, mentre il vicepresidente è Gaetano Gargiulo, professore ordinario di Cardiochirurgia. Con loro i soci fondatori Claudio Borghi (Medicina Interna), Eugenio Brunocilla (Urologia), Massimo P. Di Simone (Endoscopia), Gilberto Poggioli (Chirurgia Generale), Eleonora Porcu (Ostetricia e Ginecologia), Livio Presutti (Otorinolaringoiatria e Audiologia), Mario Taffurelli (Chirurgia Generale e Senologia) e Pierluigi Viale (Malattie Infettive).
“Nel nostro Paese – spiegano i Buoni Dottori – sempre più persone rinunciano a curarsi. Crediamo che nessuno debba scegliere tra la propria salute e le proprie possibilità. La nostra associazione offrirà consulti e visite mediche a persone che non possono permettersi ticket o prestazioni private. Per molti, questa è l’unica strada per ricevere cure adeguate. L’idea – aggiungono – è nata dalla volontà di restituire tempo, impegno e professionalità a Bologna che attraverso la sua Università e i suoi ospedali ci ha dato tanto. Il nostro intervento risponde a un’esigenza reale: rendere accessibili cure che, oggi, per molti risultano fuori portata. Con competenza, rispetto e umanità, per restituire alle persone vulnerabili non solo cure, ma dignità e ascolto”.
Quello di via Trauzzi non sarà un ambulatorio ad accesso libero: le visite potranno essere richieste solo da servizi sociali, Caritas, ambulatori di medicina solidale, medici di medicina generale e altre realtà impegnate nell’assistenza ai fragili che hanno già in carico la persona. In questo modo l’aiuto arriva davvero a chi ne ha bisogno e non riesce ad accedere da solo alle cure specialistiche.
Per la comunità i vantaggi sono doppi.
Più persone potranno ricevere una diagnosi e una cura che altrimenti avrebbero rimandato, e la rete dell’assistenza sociale e sanitaria locale potrà contare su un riferimento specialistico gratuito. Inoltre un edificio pubblico oggi inutilizzato tornerà a essere un luogo di servizio per tutti.
La struttura nascerà in periferia, in via Trauzzi, nel mezzo del Pilastro, uno dei Quartieri più complicati della città, dove convivono tante anime, con poche risorse ma con tanta voglia di fare.
Il progetto, regalato all’associazione dallo studio di architettura Iosaghini, prevede una struttura da più di 100 metri quadri dove troveranno posto tre ambulatori, più tutti gli spazi di servizio e l’ampia reception.
L’edificio è stato messo a disposizione in comodato gratuito dal Comune di Bologna, alcune strumentazioni sono state recuperate dagli ospedali della città e le risorse per completare il progetto sono arrivate, e arriveranno, da un gruppo di benefattori e da una raccolta fondi on line che con il supporto di Emil Banca sarà aperta sul portale bolognese Ideaginger.
La via della solidarietà. Il crowdfunding che funziona
Da oltre dieci anni, Emil Banca e Ginger collaborano per promuovere la cultura del crowdfunding tra le realtà non profit del territorio. Con “La via della solidarietà”, la Bcc emiliana offre alle associazioni del territorio percorsi di formazione per creare campagne di raccolta fondi online efficaci, a cui aggiunge un contributo economico alle campagne selezionate per aumentarne le probabilità di successo. Questo approccio ha permesso di raccogliere oltre 4,5 milioni di euro dal 2015 ad oggi, fondi che hanno permesso ad associazioni, cooperative sociali e polisportive di realizzare progetti per il bene comune. La formazione, disponibile on demand, consiste in circa sei ore di video lezioni e un webinar finale con i consulenti di Ginger e della banca per valutare la fattibilità delle campagne proposte. Nei primi nove mesi del 2026, circa 190 persone hanno partecipato ai corsi, e 31 campagne sono state pubblicate gratuitamente su ideaginger.it, raccogliendo complessivamente 550.000 euro grazie alle donazioni di oltre 7.000 sostenitori.

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