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17 Aprile 2024

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5 diete low-carb a confronto

Uno studio rivela i benefici di cereali integrali, proteine e grassi vegetali per mantenere nel lungo termine il peso raggiunto.

I ricercatori concordi sull’importanza della qualità dei macronutrienti rispetto alla quantità. Dimagrire non è solo una questione di grammi e calorie nel piatto.

Risale allo scorso 27 dicembre la pubblicazione su Jama Network Open dei risultati di un nuovo studio condotto dalla Harvard TH Chan School of Public Healt di Boston in merito alle popolari diete low carb che con il loro basso contenuto di carboidrati permettono una rapida perdita di peso.

Gli esperti hanno impiegato i dati del Nurses’ Health Study, del Nurses’ Health Study II e dell’Health Professionals Follow-up Study prendendo in esame i pesi e le diete di 123.332 adulti sani del personale sanitario americano dal 1986 al 2018.

5 le categorie di dieta low carb (LCD) tra cui poter scegliere.

La prima è la Total Low Carb Diet, basata su una riduzione generale dei carboidrati;

la seconda è la Animal Low Carb Diet, basata su proteine e grassi di derivazione animale.

A seguire abbiamo la Vegetable Low Carb Diet, che privilegia proteine e grassi di origine vegetale;

la Healt Low Carb Diet, che prevede un consumo importante (ma non esclusivo) di proteine a base vegetale, grassi sani e una riduzione dei carboidrati raffinati.

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Infine vi è la categoria Unhealty Low Carb Diet ovvero un regime dietetico malsano basato su proteine animali, grassi non salutari e carboidrati provenienti da farine raffinate.

In realtà molti studi dimostrano già l’efficacia della riduzione dei carboidrati per la perdita di peso a breve termine, tuttavia le ultime ricerche della Harvard TH Chan School colmano il vuoto lasciato dalla scienza circa gli effetti delle diete low carb sul mantenimento del peso a lungo termine e sulla funzione che la qualità dei vari gruppi alimentari ha sulla salute.

Si evidenzia inoltre che la continua aderenza a diete estremamente povere di carboidrati può essere insostenibile. Per la precisione l’equipe di ricercatori distingue tra carboidrati sani e carboidrati da evitare. Tra i primi rientrano cereali integrali, verdure non amidacee, frutta e legumi mentre i secondi comprendono pane e cereali raffinati, amidi, zuccheri aggiunti.

Come si può immaginare dai risultati della ricerca, emerge che la dieta HLCD (Healt Low Carb Diet, la quarta dell’elenco sopra citato), incentrata su proteine vegetali, grassi sani e cereali integrali è la migliore non solo nel mantenere il peso a lungo termine, ma anche per vivere in salute e più a lungo.

Il professore Qi Sun, autore senior della ricerca, afferma: “I nostri risultati potrebbero scuotere il modo in cui si pensa alle diete popolari a basso contenuto di carboidrati e suggerire che le iniziative di salute pubblica dovrebbero continuare a promuovere modelli dietetici che enfatizzino cibi salutari come cereali integrali, frutta, verdura e latticini a basso contenuto di grassi”.

Egli infine sottolinea l’importanza di considerare la qualità dei macronutrienti nelle diete a basso contenuto di carboidrati piuttosto che le quantità.

In conclusione ciò che conta per rimanere in forma è reimparare ad ascoltare il nostro innato buonsenso.

Prediligiamo cibi freschi, poco lavorati e ricchi di fibre più che contare grammi e calorie.
Antica e sana dieta mediterranea semper docet.

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