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20 Aprile 2024

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Fotovoltaico: tutti i vantaggi da cogliere

Sfruttare la luce del sole per autoprodurre energia elettrica pulita e risparmiare sui costi della bolletta. Gli incentivi statali disponibili ad oggi e la reale sostenibilità delle procedure di costruzione e smaltimento.

Tra le strategie volte alla decarbonizzazione l’installazione di un impianto fotovoltaico risulta una delle soluzioni più adottate nell’ultimo decennio.

Un sistema fotovoltaico è costituito dai moduli solari che fungono da generatore, da un inverter che trasforma la corrente continua in corrente alternata ed eventualmente da un sistema di accumulo a batteria che ha lo scopo di conservare l’energia in eccesso e utilizzarla nelle ore serali o al momento del bisogno.

Per un chilowattora prodotto il sistema fotovoltaico evita l’emissione di 0,53 kg di anidride carbonica rilasciata dalla lavorazione dei combustibili fossili.

Un comune impianto fotovoltaico da 3 Kwh che in genere si adatta alle esigenze di una famiglia di 3-4 persone, può ridurre le immissioni di C02 in atmosfera di circa 5 tonnellate all’anno. Inoltre sostituire il gas per il riscaldamento e la cucina con l’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico è una scelta ancora più vantaggiosa per l’ambiente e per le nostre finanze.

Un impianto fotovoltaico da 3 kWh comporta una spesa che si aggira tra i 4.000 e gli 8.500 euro.

In questa cifra generalmente l’azienda alla quale ci si affida fa rientrare non solo la messa in opera dell’impianto ma anche la progettazione, la gestione delle pratiche burocratiche e l’assistenza. In tal caso si parla di impianto fotovoltaico “chiavi in mano”. Considerando che la durata media di queste installazioni è di circa 20-25 anni, con una perdita minima di efficienza negli ultimi anni di attività, la spesa sostenuta verrà recuperata nel giro di 4-7 anni. Un tempo che può essere ridotto grazie ai due incentivi statali ancora in vigore.

Il primo è il Bonus Casa 50% che permette la detrazione della metà delle spese sostenute per interventi edilizi e tecnologici sull’immobile per un investimento massimo di 96.000 €.

Il secondo è l’ex Superbonus 110% che il nuovo governo Meloni ha ridotto al 90% fino a dicembre 2023. L’aliquota passerà al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025. L’incentivo è usufruibile in caso di condomìni e proprietari di prima casa il cui reddito annuo non superi i 15.000 €.

Sono molti i vantaggi derivanti dal fotovoltaico.

Un impianto produce energia elettrica senza inquinare, al contrario delle fonti energetiche non rinnovabili come il carbone, il gas naturale o il petrolio, responsabili del cambiamento climatico.

Un immobile indipendente dalla rete pubblica acquista un valore di mercato maggiore e registra un aumento della classe energetica. Infine l’usura e i costi di manutenzione di un impianto fotovoltaico sono minimi.

L’unico punto a sfavore è che in alcune zone i lunghi periodi di pioggia possono diminuire nettamente la produzione elettrica del fotovoltaico e a meno che non si disponga di un generatore di corrente si avrà bisogno dell’energia del gestore di rete.

Tuttavia le fasi di produzione e smaltimento sono ancora da migliorare.

La realizzazione dei moduli fotovoltaici e dei sistemi di accumulo prevede l’utilizzo di minerali che non è possibile sfruttare ancora a lungo. Tra questi abbiamo silicio, rame, alluminio, nichel, cobalto, manganese.

Ad oggi è la Cina a detenere il monopolio dell’estrazione dei minerali e della produzione dei sistemi fotovoltaici. Queste procedure purtroppo sono ancora inquinanti per l’ambiente e molto spesso gli operai lavorano in condizioni precarie.

Ed è per questo che IRENA, l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili, punta alla soluzione del riciclaggio degli impianti solari, un’operazione ancora poco praticata sebbene risulti di assoluta necessità in previsione dei 60-78 milioni di tonnellate di moduli a fine vita a cui si arriverà entro il 2050. Entro questa data il valore di tutte le materie recuperabili potrebbe produrre un business di 15 miliardi di dollari investibili nella produzione di 2 miliardi di nuovi moduli oppure nella vendita di queste materie prime nei mercati internazionali. Le nuove tecnologie permettono infatti di recuperare il 98% del peso di un pannello per ottenere in media 15 kg di vetro, 2,8 kg di materiale plastico, 2 kg di alluminio, 1 kg di polvere di silicio e 0,14 kg di rame.

Con l’impegno delle Nazioni e delle Istituzioni gli attuali svantaggi possono essere superati con successo e creare nuove fonti di ricchezza a livello globale.

Un impianto fotovoltaico durante la sua vita produrrà un’energia di circa 20 volte superiore a quella impiegata per la sua costruzione e smaltimento. Il suo impatto sull’ambiente è positivo e sempre in miglioramento, assicura un risparmio sul lungo periodo e la consapevolezza di aver contribuito in parte alla salvaguardia del Pianeta.

Impianto Fotovoltaico sicuro

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