In un convegno della Fondazione Yunus diverse proposte per liberare il mercato immobiliare dalla speculazione e promuovere la transizione ecologica. Emil Banca: “Serve una garanzia pubblica per facilitare la riqualificazione energetica dei condomini”.

Poche case, affitti costosi, prezzi delle compravendite alle stelle e all’orizzonte una transizione sostenibile che rischia di far lievitare i costi di gestione degli immobili e mettere in difficoltà anche chi una casa ce l’ha.
La crisi abitativa di Bologna, e di altre città sia della regione che dell’intero Paese, va ben oltre la semplice carenza di alloggi: si configura come una vera e propria emergenza che richiede interventi tempestivi e innovativi. Nel contesto di una città nota per la sua inclusività e coesione sociale, il recente convegno “Abitare la città, non solo la casa”, organizzato dalla Fondazione Yunus in collaborazione con ConfcooperativeTerre d’Emilia, Cisl, Acli ed Emil Banca, ha offerto diversi spunti per orientare scelte e comportamenti verso un futuro più sostenibile.
Durante i lavori è stato evidenziato come il fenomeno degli affitti brevi e il crescente numero di alloggi inutilizzati, a Bologna ma non solo, stiano contribuendo a creare un mercato immobiliare sempre più disomogeneo, che tende ad escludere le fasce a redditi bassi e medio-bassi.
Per Confcooperative Terre d’Emilia una soluzione potrebbe essere quella di rilanciare il modello della cooperazione abitativa a proprietà divisa che permette ai soci di diventare proprietari degli immobili, ma a un costo calmierato, inferiore del 15-20% rispetto ai prezzi di mercato. L’obiettivo è offrire un’alternativa concreta all’acquisto tradizionale della casa, riducendo il peso della speculazione immobiliare. Per concretizzare questa visione, il progetto prevede la creazione di nuove cooperative d’abitazione e la rigenerazione di immobili esistenti, con un focus sulla qualità abitativa e sulla sostenibilità sociale ed economica.
Parallelamente, Acli Bologna e Cisl Bologna hanno illustrato una strategia volta a riqualificare le seconde-case dell’Appennino bolognese. L’intervento, che prevede la ristrutturazione e la successiva immissione sul mercato di abitazioni inutilizzate, è destinato a favorire soluzioni abitative temporanee per lavoratori stagionali e famiglie in difficoltà, promuovendo al contempo un’armonizzazione territoriale e demografica. Ulteriori spunti innovativi sono stati proposti attraverso esperimenti di social business, che includono percorsi formativi per giovani migranti e iniziative di solidarietà intergenerazionale, come il mercato della nuda proprietà.
La sinergia tra pubblico, privato e società civile emerge così come elemento chiave per trasformare le criticità dell’emergenza abitativa in opportunità di crescita e rinnovamento per tutta la città.
Ai lavori del convegno ha partecipato anche Emil Banca che si è concentrata sull’ormai ineluttabile transizione ecologica. In particolare, la Bcc ha puntato sull’efficientamento energetico dei condomini, elemento ritenuto cruciale per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2030. Quello che serve, secondo la cooperativa di credito emiliana, è l’attivazione di una garanzia pubblica che faciliti l’accesso agli interventi di riqualificazione energetica, superando gli ostacoli lasciati dalla fine degli incentivi del Superbonus. Questo approccio, integrato in un più ampio progetto di transizione ecologica, potrebbe ridurre sia le emissioni che le bollette, contribuendo a un futuro abitativo più sostenibile.
“Da tempo siamo impegnati, assieme a enti e istituzioni, a promuovere incontri e convegni per rendere cittadini e imprenditori consapevoli di quello che la transizione sostenibile comporterà per famiglie e imprese e allo stesso tempo abbiamo messo a disposizione della nostra clientela, e di tutto il territorio, consulenza e prodotti ad hoc per fare in modo che l’Agenda 2030 sia un’opportunità e non solo un costo”, ha commentato il presidente di Emil Banca, Gian Luca Galletti, che ha partecipato al convegno assieme a Lorenzo Sartori, responsabile Area Innovazione & Sostenibilità della Bcc.
Costi che molto dipendono dall’andamento dei tassi d’interesse, divenuti insostenibili negli anni scorsi a causa dell’aumento del costo del denaro voluto dalla Banca Centrale Europea per frenare l’inflazione e oggi fortunatamente in calo.

“Aiutare le nostre comunità di riferimento è nel nostro Dna di banca cooperativa – ha concluso Galletti – solo nel 2024 abbiamo gestito le richieste di riduzione del tasso a 479 famiglie emiliane le cui rate del mutuo erano diventate insostenibili. E anche in questo momento di grandi cambiamenti, la nostra Banca è pronta a fare la propria parte”.













