Come un eccentrico gruppo di vittoriani scoprì le creature preistoriche e cambiò accidentalmente il mondo
Immaginate lo stupore di chi, nei primi decenni dell’Ottocento, vide per la prima volta qualcosa di mai immaginato. In un mondo che si credeva sicuro e immutabile, un dodicenne del Massachusetts dissotterrò enormi impronte a tre dita: erano le prime tracce di dinosauro mai trovate.
Seguirono ossa e scheletri giganteschi che nessuno sapeva classificare; persino la parola “dinosauro” sarebbe stata coniata solo nel 1842. In questo saggio accurato e ironico, lo storico Edward Dolnick ci conduce in un’avventura reale che sembra un film di fantascienza, ricostruendo le imprese dei paleontologi che hanno dato forma alla storia come la conosciamo oggi. Il racconto spazia dal fiuto infallibile della giovane e povera Mary Anning tra le scogliere inglesi, alle bizzarrie di William Buckland, professore a Oxford che viveva tra rettili vivi e fossili ammonticchiati, fino alla figura brillante e infida di Richard Owen, lo scienziato che diede finalmente un nome a quelle creature.
Esuberante e documentatissimo, A cena con il dinosauro rivela come la scoperta accidentale di questi giganti preistorici abbia sconvolto per sempre la comprensione che l’umanità aveva del mondo e del proprio posto al suo interno.













