
Premessa: Il perdono è una scelta. Perdonare non è sinonimo di giustificare, dimenticare o riconciliarsi, è qualcosa che va oltre.
È l’ingrediente utile a sciogliere le catene: restituisce la capacità di agire sia a chi ha compiuto l’azione sia a chi l’ha subita.
“Il perdono è un’arma potente, perché libera l’anima e rimuove la paura.” Nelson Mandela
Il perdono è un dono che non dà nulla, ma restituisce tanto.
Restituisce libertà, potere, serenità e voglia di vivere.
Libertà perché libera dalle ferite del passato.
Serenità perché ci permette di fare pace con ciò che è stato.
Potere perché senza le catene del rancore si cammina più leggeri e si superano condizionamenti e si lascia andare la paura.
Voglia di vivere perché, perdonando, ci dimostriamo di avere energie e abilità per confermare la nostra scelta di vivere nel qui e ora.
Tutto questo accade in modo gratuito, perché perdonare non può sottostare a obblighi di alcun tipo. Se si mettono delle condizioni al perdono non si sta perdonando; significa lasciare dentro di noi, sia nel cuore che nella mente, dello spazio per amarezza e risentimento.
Inoltre è un atto spontaneo, senza che la controparte lo chieda o lo sappia.

Cosa significa allora perdonare?
Significa alleggerirsi del peso del passato, lasciare andare ogni rivendicazione, risentimento o rancore.
Significa avvicinarsi di più a sé stessi, alla ricerca di quella chiave che permetterà di trasformare il dolore che quella determinata situazione ha causato.
Tutti meritiamo di perdonare, per liberarci dalle catene del passato.
Quindi se dico “Ti perdono” tutto finisce?
No: perdonare non è esprimere una frase ad alta voce, neppure se la si ripete 100 volte di seguito.
Perdonare è incontrarsi.
È un percorso durante il quale si incontrano i propri limiti, le proprie fragilità, ci si scontra con i propri giustificati risentimenti, si sfatano le credenze limitanti che ci hanno portato a vivere quella determinata esperienza.
“Il perdono è la qualità del coraggioso, non del codardo.” Mahatma Gandhi
Per perdonare occorre coraggio e tanto amore. Coraggio perché per farlo occorre cuore e la volontà di lasciarlo parlare. Amore verso sé stessi principalmente, perché spesso è proprio verso di sé che si hanno dei sospesi inconfessati.
Il perdono si può definire come un processo composto da varie fasi, ciascuna di esse chiede tempo e presenza per essere affrontata, metabolizzata e superata. La fretta e la superficialità non sono utili, anzi non portano al cambiamento che il perdono porta in sé.
“Perdonare non significa dimenticare. Al contrario, perdonare è riuscire a tenere bene a mente ciò che è successo, ma svuotandolo dal dolore, dalla sofferenza, dal rancore, dalla paura e dalla rabbia che lo caricano.” Daniel Lumera












